domenica 24 novembre 2013

L'Italia "allunga" il copyright sulla musica

Cambia la normativa relativamente al periodo di sfruttamento dell'opera

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Anche l'Italia, allineandosi alla direttiva europea, allunga il copyright di 20 anni. Sorge il dubbio che più che tutelare gli artisti, garantendo loro una pensione più ricca, si siano fatti gli interessi delle lobby delle poche case discografiche che, sembrerebbe, detengano l'80% dei diritti sulla produzione mondiale nella storia della musica. 

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Non posso che concordare sul fatto che si debba intervenire sul modello di business più che blindare i diritti acquisiti. I modelli di iTunes e Spotify a mio avviso saranno sempre più diffusi.

Alla prossima!
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