domenica 23 ottobre 2011

Dalla lampadina di Livermore all'iPad2

Lungi da me voler tenere una lezione di economia. Figurarsi in questo periodo! 
Ma l'articolo che ho letto su di una rivista nella sala d'attesa del mio dentista mi ha fatto riflettere su alcuni concetti già arcinoti. In particolar modo su quanto la situazione sia supinamente accettata nella società contemporanea. 

In particolare ha attratto il mio interesse la citazione di Apple. L'attuale leader incontrastato nel mercato globale di lettori MP3 e Tablet. Oggetto dell'articolo è proprio l'Ipod, gadget di culto, che negli anni scorsi ha dato ad Apple una forte accelerazione, prima che arrivassero iPhone e iPad. L'azienda cofondata dal compianto Steve Jobs ha rivoluzionato l'uso della tecnologia ed ha costituito certamente un motore per il mercato tecnologico globale. Sembrerebbe però, come accade spesso, che questi successi nascondano qualche "trucco". 

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In passato Apple è stata al centro di accese polemiche per la strategia di obsolescenza programmata sulle batterie degli iPod. Da Youtube il video che accusa apertamente l'azienda di ridurre intenzionalmente la durata delle batterie. 


Inoltre è notoria l'impossibilità per l'utente di sostituire le batterie di iPod, iPad e iPhone in autonomia. 

Per capire meglio cosa s'intenda per obsolescenza programmata nel medesimo articolo è citato un caso opposto. Se sviluppate col solo intento di servire l'utilizzatore al meglio, le apparecchiature tecnologiche possono avere una durata  mirabile... miracolosa

Cito testualmente dall'abstract dell'articolo.
La lampadina di Livermore
Nel giugno di quest’anno la cittadina di Livermore in California ha festeggiato i 110 dieci anni della sua storica lampadina, installata nel 1901 nella caserma dei vigili del fuoco e rimasta accesa da quell’anno praticamente senza sosta. Fu un vero e proprio evento quando nel 1976 questa lampadina venne spenta per ben 23 minuti, per essere trasferita con tutti gli onori nella nuova sede dei pompieri. La sua potenza di 4 Watt è piuttosto ridotta, ma considerando la sua veneranda età viene spontaneo chiedersi: per quale motivo le lampadine a incandescenza che tutti noi abbiamo usato fino all’avvento di quelle a risparmio energetico, duravano tutt’al più qualche mese?

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Su Youtube l'intervista di EcorRadio a Claudia Benatti, co-autrice con Oliver Haag dell'articolo "FATTI PER NON DURARE" pubblicato sul numero di SETTEMBRE 2011 DI TERRA NUOVA.


Durante l'intervista, è citato un periodo dell'articolo nel quale compare anche Microsoft. Il sito dell'azienda dichiara che la vita media di un pc sia di 3 o 4 anni. Questo vorrebbe dire che utilizzo dei residuati bellici! Nel mio "parco macchine" ho ancora un portatile del 2001 e un paio di PC del secolo scorso che, quel che fanno, lo fanno ancora benissimo.

Su Youtube, mentre ascoltavo l'intervista ho trovato una puntata attualissima del 1999 di Report, programma di Milena Gabanelli su Rai3 che tra l'altro riprende proprio questa sera. Nella puntata si parla di come queste strategie note siano adottate dalle più svariate industrie: automobilistiche, tecnologiche, etc.


L'arte dell'obsolescenza programmata consiste anche nel far sembrare obsolete cose che in effetti non lo sono. Spesso sono introdotte micro migliorie che facciano pensare ai modelli più nuovi come delle rivoluzioni tecnologiche, ma che in effetti sono inutili o non saranno mai utilizzate. Prima di sostituire un cellulare, un PC, un TV, una lavatrice, una macchina, bisogna chiedersi se valga la pena sostituirlo o provare a ripararlo.

Il mercato è basato sulla soddisfazione delle necessità.
Senza bisogni non c'è consumo.

Alla prossima!
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Ciao Steve!

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