Lo SPAM è un fenomeno ormai molto conosciuto. Il problema più evidente all'utente è l'intasamento delle caselle email, ma è meno noto che questa piaga impegna pesantemente l'infrastruttura di internet. Sono afflitti dal problema soprattutto i server che gestiscono la posta elettronica. L'ultimo "State of Spam Report" rilasciato da Symantec Corporation a luglio '09 vede oscillare tra il 75% ed il 95% la quota di SPAM sull'intero traffico email mondiale. Dal medesimo rapporto di Symantec traspare anche che sono in crescita i tentativi di frode finanziaria, il cosiddetto "phishing". Quando si parla di SPAM probabilmente si è portati a pensare ai messaggi che invitano su siti per adulti o che promuovono farmaci miracolosi, che ormai, anche gli utenti meno smaliziati, conoscono bene ed evitano accuratamente. Il fenomeno del "phishing" è più subdolo e statisticamente miete molte più vittime. Secondo uno studio di Gartner, tra il 2007 ed il 2008, è aumentato del 40%. Lo stesso studio sottolinea che la percentuale di successo degli attacchi di "phishing" è nettamente superiore a quella media (4,3% contro l'1,5%). Sottolinea anche che negli ultimi anni vi è stata una notevole crescita della stessa percentuale di successo (3% nel 2005). Le variabili che possono incidere su questo ultimo dato probabilmente sono molteplici. Non ultimi l'aumento della gamma disponibile, la migliore qualità, e la conseguente crescita della diffusione di servizi finanziari online (banking, micropagamenti, etc.).
Non deve passare inoltre in secondo piano anche la costante evoluzione delle nuove tecniche di social-engineering, messe a punto dai sempre più preparati criminali informatici, utilizzate per convincere l'ignaro utente dell'autenticità del messaggio.
Nonostante il grande interesse e la forza degli attori coinvolti nella battaglia, la soluzione definitiva è ancora ben lontana.
Ma può l'utente medio, il popolo di internet, assumere atteggiamenti che ostacolino l'industria criminosa dello SPAM?
L'RSS (Real Simple Syndication) poteva essere una valida soluzione al problema (
http://webdesign.html.it/articoli/leggi/188/introduzione-a-rss/ ), ma per diverse ragioni, soprattutto, probabilmente, per l'incompatibilità dei diversi standard, non è ancora così largamente utilizzato. Si tratta di un valido strumento, molto diffuso e molto versatile che non ha sostituito le registrazioni alle newsletter, ma le ha affiancate, costituendo un canale alternativo alla tradizionale registrazione per la diffusione di contenuti web anche multimediali (pod-cast).
Anche le webmail più diffuse offrono tool anti-phishing e anti-spam e permettono la segnalazione di mail sospette. "Segna>come tentativo di phishing" di MsnLiveMail (sembra essere l'unica tra gli esempi ad avere un tool specifico di contrasto al phishing!), "Segnala come spam" di Gmail, "Spam" della stessa Yahoo!Mail e "CiaoSpam" di
email.it sono solo alcuni esempi.
In questo articolo vorrei soffermarmi su di uno strumento che ritengo molto efficace offerto da Yahoo: AddressGuard. È presente anche nella versione italiana della webmail. Lo strumento è già disponibile da qualche anno, ma purtroppo non è molto noto. Io l'ho scoperto per caso.
Nella prossima parte dell'articolo vedremo più nel dettaglio cosa è AddressGuard e faremo i primi passi nel suo utilizzo.
In coda all'articolo riassumerò tutti i link a cui mi riferirò volta per volta.
Per qualsiasi dubbio, critica, segnalazione scrivimi a vm_tempbox-perparlarediweb[at]yahoo.it
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Alla prossima!